venerdì 5 dicembre 2008

Azioni concrete per la sicurezza

  1. introdurre nei piani urbanistici e di sviluppo edilizio una clausola di compatibilità con le esigenze di inclusione sociale ed una valutazione di assenza di condizioni atte a generare insicurezza e degrado,
  2. valutare la possibilità di spostare alcune grandi facoltà fuori dal centro al fine di decongestionare la zona universitaria gravata da una popolazione studentesca eccessiva,
  3. evitare in quel contesto di creare situazioni di attrito che possano agevolare l’aggregazione di componenti diverse e compattare iniziative di resistenza alla applicazione delle normative comunali,
  4. assicurare un forte impegno delle amministrazioni locali nella costruzione e gestione di luoghi e occasioni di ospitalità e aggregazione per le persone che non abbiano una dimora stabile nel territorio, compreso l’incremento del numero delle panchine nelle piazze e nei parchi pubblici,
  5. in relazione alle diffusa mobilità delle persone nel corso della giornata, assicurare la presenza sul territorio di un adeguato numero di servizi igienici e di servizi alla persona, nonché una carta per l’accesso gratuito ai servizi alle persone indigenti,
  6. implementare il territorio di luoghi pubblici di incontro tra le persone, le generazioni, le comunità, le culture, le etnie e riconvertire verso l’inclusione sociale gran parte delle manifestazioni culturali nelle quali sia impegnato l’ente locale,
  7. predisporre e favorire corsi per la conoscenza delle varie culture esistenti sul territorio, di educazione alla cittadinanza, alla legalità ed ai valori costituzionali, che siano rivolti agli studenti ed ai lavoratori, siano essi cittadini italiani, europei o extracomunitari,
  8. assumere iniziative per ridurre al minimo l’abbandono scolastico e favorire corsi antibullismo,
  9. assumere iniziative di formazione civica e teatrale nei confronti dei giovani a rischio e di quelli detenuti (non solo i minorenni, ma anche la fascia di età tra i 18 ed i 28 anni) in modo da ridurre le occasioni di recidiva almeno nei confronti di questa fascia che presenta maggiori disponibilità ad una ristrutturazione formativa,
  10. predisporre strutture di sostegno informativo e legale alle famiglie dei giovani di cui al punto che precede in modo da venire incontro ai bisogni di assistenza, anche economica, che il disagio giovanile può aver determinato,
  11. assicurare una adeguata assistenza alle detenute con figli minori favorendo la realizzazione di luoghi esterni al carcere ove le stesse possano trascorrere una parte consistente del loro tempo in compagnia dei figli minori,
  12. intraprendere azioni costanti e penetranti per portare via dalla strada le ragazze minorenni straniere che non abbiano raggiunto i 18 anni,
  13. assicurare forme di assistenza assicurativa, psicologica e legale in relazione a scippi, furti e rapine subiti dagli anziani e dalle persone in difficoltà,
  14. studiare occasioni di coinvolgimento dei senza tetto in attività di responsabilizzazione socialmente utili,
  15. favorire l’opera di mediatori in grado di smorzare o attutire una certa percezione indotta dalla amplificazione delle “paure” di perdita di buone condizioni materiali operata dai media o comunque generate da oggettive situazioni di cambiamento. Ed attraverso questa mediazione far sentire comunque le persone al riparo della comunità, senza per questo lasciar degenerare il quadro dei valori di solidarietà che ha sempre caratterizzato le tradizioni del territorio. Prevedere che la eventuale presenza rassicurativa di gruppi di volontari in zone a rischio sia subordinata a tempi e modalità prestabiliti in via generale e sia svolta solo di concerto con altre iniziative mirate al tema della vivibilità organizzate dal quartiere,
  16. al fine di contrastare le amplificazioni strumentali, impegnarsi a diffondere valutazioni rese da parte di organi indipendenti parametrate ai vari nuclei sociali: gli anziani, i fenomeni sociali emergenti, coloro che vivono nelle zone a forte concentrazione extracomunitaria, coloro che vivono in case isolate, i giovani, la condizione della libertà di movimento delle donne, il rapporto droga/scuola, etc. ,
  17. oggi gli strumenti elettronici, fotografici e telefonici con le conseguenti possibilità di documentare fedelmente e di comunicare rapidamente sono tali da rappresentare di per sé un meccanismo di oggettiva dissuasione. Occorre poter contare su una loro diffusione come evitare l’aggregazione eccessiva di forme di devianza nonché di isolamento eccessivo, in particolare delle persone più deboli,
  18. creare un sistema di sensori sparsi nelle zone a rischio per monitorare il livello di inquinamento acustico notturno, ricorrendo anche alla collaborazione dei cittadini per la identificazione dei luoghi utili alla loro collocazione, in modo da poter disporre di una mappatura oggettiva che possa giustificare iniziative adeguate rivolte ad assicurare il rispetto dei livelli fissati dal piano acustico cittadino,
  19. adoperarsi per la creazione di un numero telefonico di emergenza unico per qualsiasi esigenza come previsto dalle direttive comunitarie,
  20. creare una rete per la prestazione di assistenza psicologica e consulenza ai cittadini che siano vittima di situazioni che generano insicurezza, nonché una centrale operativa per la raccolta di informazioni che possano contribuire a contrastare qualsiasi forma di illegalità diffusa o criminalità mafiosa. La prospettiva è quella di orientare e sollecitare la collaborazione dei cittadini e mettere le relative disponibilità informative a disposizione, a seconda dei casi, delle amministrazioni competenti, degli organi di polizia o della magistratura,
  21. ai patti per la sicurezza, che sinora hanno realizzato ottimi risultati, dovrà seguire un’opera di monitoraggio continuo per il mantenimento degli standard necessari. Occorrerà fare altrettanto per assicurare il buon funzionamento anche del sistema della repressione da parte della magistratura penale e della soluzione delle controversie civili, amministrative e di qualsiasi natura,
  22. monitorare i tempi di attesa tra le richieste di intervento e di aiuto da parte di cittadini in difficoltà e di temporanea insicurezza e l’intervento, a seconda dei casi, degli organi di polizia o di mediatori specializzati,
  23. coinvolgere nei piani per la sicurezza tutte le istituzioni che operano a livello locale, sollecitando un impegno anche economico da parte delle fondazioni e dei soggetti economici che possano essere destinatari dei relativi benefici,
  24. creare sui temi della sicurezza e della convivenza urbana occasioni periodiche di confronto e collaborazione in ambito provinciale tra tutti gli enti, soggetti associativi, sindacati ed operatori interessati – una sorta di “consulta per la legalità e la convivenza” - al fine di monitorare il livello di risposta dei servizi ed elaborare strategie condivise per il raggiungimento o mantenimento degli standard prefissati,
  25. predisporre un piano di pubblicizzazione delle azioni intraprese con l’obbiettivo di rassicurare i cittadini,
  26. elaborare un piano finanziario pluriennale per determinare le esigenze finanziarie necessarie per la realizzazione delle azioni concrete sopraindicate e prestabilire le scadenze per la attuazione degli obiettivi più urgenti e quelli che possono essere scaglionati nel tempo.

proposta formulata da Claudio Nunziata

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