Incontro del Forum Sicurezza con Flavio Delbono - 16 Febbraio 2009
a cura di Cosimo Braccesi
Insicurezza soggettiva, aumento della criminalità di strada, disordine fisico e sociale, diminuzione del controllo sociale informale sono problemi reali.
L’errore è pensare che sia un nesso di causa effetto tra di essi:
diminuzione del controllo > disordine > criminalità > paura.
E’. invece, la velocità del cambiamento a produrre paura, disorientamento, criminalità e disordine.
Ma c’è un luogo “fisico” dove tutto si tiene, dove il cambiamento, l’insicurezza personale, il disordine e anche un po’ di criminalità diventano tutt’uno: questo luogo e’ lo spazio pubblico delle citta’. E’ nello spazio pubblico che ciascuno di noi trova una conferma materiale della velocità del cambiamento e di un cambiamento che si connota troppo spesso in termini negativi, senza controllo, imprevedibile.
PER QUESTO C’E’ UNA CENTRALITA’ DELLO SPAZIO PUBBLICO NELLE POLITICHE DI MIGLIORAMENTO DELLA SICUREZZA URBANA
Un programma sullo spazio pubblico potrebbe essere articolato in due proposte e tre progetti speciali.
DUE PROPOSTE PER MIGLIORARE LA QUALITA’ E LA SICUREZZA NELLO SPAZIO PUBBLICO:
1) Primo. Ricondurre ad unità tutto ciò che riguarda lo spazio pubblico: riqualificazione, manutenzione, illuminazione, pulizia, commercio al dettaglio, trasporto pubblico, spettacoli, polizia municipale, interventi sociali in strada, monitoraggio dei problemi ecc.
UNITA’ ORGANIZZATIVA E UNITA’ DI GOVERNO POLITICO
2) Secondo. Aumentare il controllo formale nello spazio pubblico finché non si trova un nuovo equilibrio. Il comune dispone di uno strumento importante: la polizia municipale. A Bologna c’è un problema irrisolto che riguarda il ruolo, l’organizzazione e la strumentazione della polizia municipale.
E’ UN PROBLEMA CHE VA AFFRONTATO.
TRE PROGETTI SPECIALI realizzabili:
1) Ridurre la violenza contro le donne
2) Riportare a normalità il fenomeno del graffitismo
3) Rendere meno impattante la prostituzione
DUE COSE DA EVITARE:
1) La prima. Le discussioni astratte, come quella sulla legalità. Permette a tutti di sfuggire i problemi reali e permette alla destra di farci anche una bella figura.
2) La seconda. Non cadere nella trappola di una discussione che sovrapponga immigrazione, sicurezza e criminalità, senza per questo sfuggire a nessuno di questi problemi.
E’ questa sovrapposizione che consente alla destra di non avere una politica per l’immigrazione e di non risponderne; di truffare gli italiani con una politica sulla sicurezza che invece di prevenirla, produce criminalità.
UNA RACCOMANDAZIONE FINALE:
Se è vero che la preoccupazione per la sicurezza è in primo luogo ansia per il cambiamento. Se questo è il problema occorre…..
COSTRUIRE UN’IDEA DI CITTÀ: INDIVIDUARE, PROMUOVERE E FAVORIRE GLI ELEMENTI POSITIVI DEL CAMBIAMENTO.
In Emilia-Romagna abbiamo un problema particolare, guardiamo troppo al passato (che era tanto bello) e scommettiamo troppo poco sul futuro (tanto incerto). Ma se non si scommette sul futuro non si può guidare il cambiamento.
Individuare le opportunità insite nel cambiamento (produttive, demografiche, sociali, culturali) farne i punti di forza di una politica per guidarlo, significa renderlo, almeno in parte, prevedibile, governabile.
E QUESTO HA SICURAMENTE MOLTO A CHE VEDERE CON LA RIDUZIONE DELL’INSICUREZZA E DELLA PAURA PER LA CRIMINALITÀ.
I temi a Bologna sono molti:
> una grande università con troppi studenti;
> una città che non ha più fabbriche, ma solo terziario;
> una città con funzioni sovra-regionali, ma con una dimensione da paese;
> una città di attraversamento, più che di residenza;
> una città del divertimento, …. soprattutto per gli altri;
> una città che offre agli stranieri lavori tendenzialmente di bassa qualità (terziario e mercati illegali, che poi è una forma di terziario);
Sono tutti “problemi”, ma certamente ci sono anche delle opportunità, sta solo a noi saperle vedere, ma dobbiamo mettere gli occhiali giusti e guardare avanti.
c.b.
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