Verbale della riunione del Forum Sicurezza e Convivenza nello spazio pubblico del PD di Bologna che ha avuto luogo dalle ore 21 alle ore 23 del 5 marzo 2009 presso il circolo del PD di Casaralta in via Fornasini 3 (traversa di via Ferrarese)
Presenti per il Forum: Claudio Nunziata, Roberto Giorgi Ronchi, Pietro Filippini, Marina Pirazzi, Luciano Proietti, referente per il circolo Valentina Marino. Presenti esponenti del comitato “Casaralta che si muove”.
Vengono rappresentate da Valentina Marino le caratteristiche e le problematiche della zona Casaralta che si estende prevalentemente lungo la via Ferrarese, senza una piazza e senza vitalità dello spazio pubblico, con un 60% di negozi, spesso mal tenuti, condotti da cinesi che si lasciano coinvolgere molto poco nelle iniziative del territorio. I problemi sono rappresentati prevalentemente dall’area delle ex Officine Casaralta che per la sua vasta estensione si presta ad fungere da rifugio per sbandati e spacciatori. Per quanto ne sia prevista una riqualificazione, sembra che il relativo progetto ne preveda solo una destinazione a capannoni senza soluzioni urbanistiche che si prestino ad un allargamento della destinazione residenziale, a spazio verde ed, a luoghi di aggregazione o che ne favoriscano altrimenti una migliore vivibilità, con tutti i conseguenti effetti anche sulla sicurezza complessiva e il controllo del territorio. I rappresentanti del comitato danno atto che comunque sono presenti nel territorio alcuni centri di aggregazione: due biblioteche, un centro per ragazzi (ex casetta), un campo di Skateboard, il centro giovani della Parrocchia.
I membri del Forum concordano sulla necessità che qualsiasi intervento urbanistico sia comunque subordinato ad una clausola di compatibilità con le esigenze di inclusione sociale ed una valutazione di assenza di condizioni atte a generare insicurezza e degrado e si augurano che lo stato dei relativi progetti consenta ancora modifiche atte a soddisfare le esigenze rappresentate, che appaiono perfettamente condivisibili . Espongono le caratteristiche del provvedimento governativo sulle cd. ronde evidenziando tutti i rischi di esasperazione delle tensioni sociali, del clima di civile convivenza, di accentuazione della percezione di insicurezza e della paura che oggi viene utilizzata al fine di distrazione dai problemi reali e di manipolazione del consenso. Si ricorda come tutte le forze di polizia in una recente manifestazione a Roma abbiano in questi giorni abbiano manifestato la propria contrarietà al provvedimento governativo.
Il coordinatore del Forum pone in evidenza le profonde differenze con la normativa regionale in materia di associazioni di volontariato ed in particolare la direttiva 14.2.2005 in attuazione della legge regionale n.24/2005 consultabili ai link indicati sul sito www.forumsicurezza.blogspot.com
http://crerbd.regione.emilia-romagna.it/stampa/stampepdf/leggiV/LR-ER-2003-24.pdf http://www.uil.it/uil_emiliaromagna/archivio/anno2005/UtilizzazioneVolontariato.htm
Espone come nella legge 20.2.2009 siano presenti i caratteri della destinazione a creare condizioni persecutorie e di discriminazione in danno degli immigrati e di tutti coloro che oggettivamente si troveranno in una situazione di “disagio sociale” (questo il termine utilizzato dalla legge), pur senza commettere alcun reato, come l’iniziativa si presti alla creazione di corpi politicizzati, caratterizzati dalla intimidazione fisica del gruppo che si propone in formazione paramilitare, che piuttosto che risolvere potranno solo creare nuovi e più gravi problemi.
Sottolinea la necessità che il principio generale di collaborazione dei cittadini alla vivibilità del territorio sia salvaguardato ed interpretato come possibile supporto psicologico alle persone che siano vittime di reati ovvero della sindrome della paura, nonché come possibile supporto di intelligence alla polizia locale nella conoscenza delle problematiche del territorio. Evidenzia come la normativa regionale risponda a questa esigenza rappresentando le associazioni di volontariato in tale materia come “servizio pubblico volontario aggiuntivo e non sostitutivo di quello ordinariamente svolto dalle strutture di Polizia Locale”, essendo rivolte “a realizzare una presenza attiva sul territorio con il fine di promuovere l’educazione alla convivenza e il rispetto della legalità, la mediazione dei conflitti e il dialogo tra le persone”. Sottolinea altresì come nello svolgimento di tale attività il volontario acquisisce capacità di osservazione del territorio e di selezione delle informazioni che possono risultare utili per migliorare la qualità delle relazioni e delle attività nello spazio pubblico urbano.
Una fattiva collaborazione con le polizie locali si realizza per il tramite di una qualificata attività di segnalazione delle problematicità riscontrate finalizzata al miglioramento delle funzioni di prevenzione e controllo svolta dalla polizia locale. Ed a tale fine ricorda come in altre città europee le telecamere presenti sul territorio nelle zone di maggiore rischio siano in numero enormemente maggiore che nelle città italiane indicando, comunque, la possibilità che volontari siano utilizzati per collaborare con gli organi di polizia, tra l’altro, anche nella visione nel corso della notte dei filmati delle telecamere, in modo da potere realizzare un sistema di prevenzione in grado di intervenire tempestivamente nelle occasioni di maggiore vulnerabilità.
Ed infine rappresenta come il più efficace rimedio alla insicurezza sia costituito da un corretto funzionamento del sistema di controllo di legalità, come gli organi istituzionali ad esso preposti (polizia e magistratura) agiscano in condizioni di scarsità di mezzi e di personale, sicché un qualsiasi supporto di servizi tecnici (di informatica, di tecnica dell’organizzazione, etc.) messo gratuitamente a disposizione dagli enti locali, da soggetti sociali o reso da volontari esperti possa aumentare il rendimento e l’efficacia di questi organi.
Roberto Giorgi Ronchi del Forum Sicurezza pone in luce la differenza tra problematiche relative alla sicurezza in senso stretto, e problematiche relative alla qualità della convivenza nello spazio urbano.
Il primo profilo riguarda il contrasto alla vera e propria criminalità, nelle sue manifestazioni più gravi: lo spaccio di sostanze stupefacenti, i furti nelle abitazioni, le rapine a mano armata, gli stupri e tutti i reati violenti contro le persone, ecc. ecc..
Rispetto a questi gravi fenomeni il ruolo dei cittadini, pur consapevoli, ben informati, e solidamente organizzati attraverso le associazioni di volontariato, non può che essere soprattuto di appoggio e di collaborazione con le forze dell'ordine, poiché il contrasto alla criminalità – specie quella più organizzata e pericolosa - richiede competenze specialistiche ed approfondite e metodiche di intervento complesse e consolidate, cioè risorse tutte che solo professionisti della sicurezza di comprovata esperienza possono offrire. Ciò non vuol dire che i cittadini non possano avere un ruolo, ad esempio nella denuncia e nella vigilanza sul territorio, ma si vuol qui sostenere che in questa materia la delega alle forze dell'ordine riveste particolare importanza.
Sussiste poi un secondo importante profilo, spesso e superficialmente ricompreso anch'esso nelle problematiche della sicurezza, attinente a tutti quei comportamenti posti in essere all'insegna della maleducazione, dell'intolleranza e dell'inciviltà, e dunque comportamenti che provocano sporcizia, rumori molesti, degrado dei luoghi e delle relazioni tra le persone, ecc. ecc..
Questi comportamenti, pur in sé meno gravi di quelli attinenti alla criminalità e sopra ricordati, non devono essere sottovalutati perché di fatto e molto spesso feriscono profondamente la sensibilità dei cittadini, e danneggiano grandemente la qualità della loro vita, arrecando loro gravi sofferenze morali.
La forte attenzione alle suddette questioni è una caratteristica dei nostri tempi, assistiamo infatti ad una vera e propria “polverizzazione” degli interessi, per la quale spesso si usa il termine “sicurezza” in termini generali, ma si pensa in realtà a concrete situazioni di inciviltà e degrado che allignano – talora letteralmente – avanti alla propria porta di casa.
Riguardo a tale secondo aspetto – il contrasto al degrado urbano – i cittadini possono svolgere un ruolo molto importante, perché con la presenza sul territorio, la capacità di creare e far crescere contesti di aggregazione tra le persone, e la capacità di monitare efficacemente il territorio e di rilevare immediatamente le criticità insorgenti, possono dare un contributo essenziale nella prevenzione e nel contrasto a tristi fenomeni di sporcizia, rumori molesti, maleducazione, inciviltà, ecc. ecc.. In questo contesto il volontariato può svolgere un ruolo prezioso, come tante esperienze già in essere sul territorio stanno mostrando.
Serve a tal riguardo una riflessione più approfondita sulla Polizia Municipale, e sulla effettiva e continuativa presenza sul territorio della suddetta, a fianco dei cittadini.
Marina Pirazzi segnala il manuale, che può essere richiesto ai servizi regionali, PIANIFICAZIONE, DISEGNO URBANO, GESTIONE DEGLI SPAZI PER LA SICUREZZA. prodotto nel 2007 insieme dalla Regione, dal Servizio politiche per la sicurezza e la polizia locale e dal Servizio Riqualificazione Urbana, Politecnico di Milano - Laboratorio qualità urbana e sicurezza e Ile-de-france / Institut d’amenegement et d’urbanisme.
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